Omaggio!!

Ai vecchi maestri...Il Carnevale sipontino vuole rendere un doveroso omaggio a chi, per primo, ha dato tanto impulso alla costruzione dei carri in cartapesta: Raffaele Occhionero e Tommaso Adabbo.
Il primo dirigente della locale compagnia portuale, finissimo compositore ed arrangiatore, ha dato alle sue creazioni carnevalesche l'impronta della sua versatilità, riuscendo ad abbinare, specie nel carro "Il sogno dello Studente" del 1957, con l'articolazione della cartapesta la movimentazione del gruppo mascherato che gli faceva da corona, con gli opportuni balli e canti, dando una netta interpretazione moderna e festosa alla manifestazione.
Tommaso Adabbo, professore di disegno, squisito pittore nell'interpretazione dei colori e dei paesaggi sipontini, ha dato alla manifattura della cartapesta la prima vera impronta artistica, con ampie tonalità cromatiche, con caratterizzazioni e rifiniture che ancora oggi servono da modello. Il suo capolavoro è stato "Sogno del Pescatore" del 1960.
Erano gli anni '60, la crisi economica era lontana a venire e quindi era legittimo sognare.
Dall'insegnamento di questi due maestri è nata una vasta schiera di discepoli che hanno costituito, e costituiscono ancora oggi, l'ossatura portante della manifattura dei nostri carri allegorici.
A loro un sentito ringraziamento da quanti, non immemori, credono nel nostro carnevale. ...Ai vecchi cantori del carnevale sipontino.Altro omaggio va a quanti, e sono molti, hanno dato impulso al nostro carnevale nel secondo dopoguerra, arricchendo di canti e di composizioni poetiche, tanto da farlo diventare una vera e propria sagra.
Stupisce ancora oggi la freschezza e la autenticità popolare di questi versi e di questa musica che hanno rinverdite le nostre millenarie tradizioni anche in questo campo. Un omaggio, quindi, alla creatività di questi autori che vengono qui segnalati, affinchè le future generazioni non dimentichino e proseguano la loro opera:
- Donato Apollonio, scrittore e direttore di giornali;
- Michele Bargone (Linucelli), affermato paroliere a Milano;
- Lilino Castriotta, presente nei maggiori complessi musicali nazionali;
- Gennaro De Salvia, uno degli epigoni della vecchia scuola musicale sipontina;
- Matteo Di Turo, giornalista, forbito scrittore di storie patrie;
- Fortunato D'Onofrio, noto e capace compositore di musica anche sinfonica;
- Giuseppe Grasso, medico, dalla vena poetica e musicale molto sensibile;
- Antonio Murgo, public man, animatore turistico, primo presidente della manifestazione carnevalesca;
- Raffaele Occhionero, già citato;
- Matteo Palumbo, attivo nei locali notturni alla moda del Sud America;
- Raffaele (Lino) Triggiani, dalla voce melodiosa, alla quale fu affidato il canto delle composizioni musicali.
...E a chi ci ha lasciato...
Lo ricordiamo con piacere e commozione: Matteo Arena. Il bel ragazzone che, fin dagli anni '60, ancor giovinetto, riuscì a dare al Carnevale Dauno un impulso notevole sia per la peculiarità nella scelta dei soggetti che per lo sfarzo e dovizia di particolari con cui creava i costumi ed animava le sue "Maschere".
L'innata passione per questa manifestazione di popolo fecero di Matteo Arena uno dei giovanissimi antesignani del nostro Carnevale Dauno.






